“Italia Next DOP – 1° Simposio Scientifico filiere DOP IGP” è la prima iniziativa nazionale di Fondazione “Qualivita 2030” pensata per diffondere la ricerca scientifica a sostegno dell’agroalimentare italiano

Si è tenuto a Roma, nel febbraio scorso, “CSQA Certificazioni, Agroqualità, Poligrafico e Zecca dello Stato“, evento organizzato in collaborazione con i soci fondatori Origin Italia, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

Oltre 800 protagonisti del settore agroalimentare di qualità italiano hanno partecipato alle sei sessioni scientifiche e alla presentazione dei 90 progetti di ricerca sulle DOP IGP italiane nella Agorà della Ricerca IG, una selezione del grande patrimonio scientifico agroalimentare sulle IG tracciato da Qualivita che comprende 200 ricerche attive e 18.000 presenze bibliografiche. 

Le 50 relazioni presentate durante le sessioni scientifiche hanno offerto un’ampia fotografia del settore e dei suoi possibili sviluppi.

La sessione Qualità ha mostrato, in particolare, la rilevanza di un cibo con caratteristiche nutrizionali ben codificate e orientate al benessere nel contribuire alla crescente qualità produttiva.

Il panel Normativa ha evidenziato come i sistemi agroalimentari di qualità evolvono grazie ad una legislazione rigorosa, coerente e trasparente a garanzia di consumatori e produttori.

La sessione Governance ha invece evidenziato l’importanza di un sistema di produzione coordinato che garantisce sicurezza alimentare e rispetto dei valori della filiera e la centralità dei Consorzi di tutela nell’intervenire su numerose criticità: dai mercati, all’occupazione, dalla formazione degli operatori alla difesa delle risorse naturali del territorio fino allo sviluppo di forme di turismo esperienziale evoluto.

Il panel Sostenibilità ha testimoniato la crescente consapevolezza delle filiere sulla necessità di implementare processi di sviluppo sostenibile.

Gli studi illustrati in ambito Mercati hanno offerto un nuovo impulso alla comprensione dell’evoluzione dei mercati e all’individuazione di nuovi sbocchi commerciali per le aziende, grazie anche all’analisi su strategie di differenziazione di prodotto e di internazionalizzazione.

La sessione Marketing ha mostrato in particolare come attraverso le tecnologie attuali, il cosidetto Martech, si possano valorizzare le certificazioni e come i processi di comunicazione della qualità debbano assumere un ruolo sempre più profondo rispetto al tradizionale messaggio pubblicitario, veicolando certezze e informazioni di garanzia in tempo reale oltre a notizie chiare e specifiche su tutti gli elementi della filiera.

“Il Simposio dimostra come l’Italia, leader in Europa del settore delle DOP IGP, si è messa in moto per prima nell’affrontare le grandi sfide che sono davanti a noi. Grazie allo specifico bagaglio di competenze consolidate degli operatori e alla grande capacità dei Consorzi di tutela di coordinare lo sviluppo – ha affermato il Presidente del Comitato Scientifico di Qualivita, Paolo De Castro – il connubio con il grande patrimonio scientifico agroalimentare nazionale può essere costruito rapidamente e risultare la chiave del successo futuro”.

Le relazioni e i progetti esposti hanno offerto un’inedita visione di insieme delle sfide e dell’evoluzione che le filiere del sistema agroalimentare di qualità nazionale stanno affrontando.

“Siamo di fronte a un momento di grande evoluzione del sistema agroalimentare italiano. In questo contesto – ha sottolineato il Direttore Generale della Fondazione Qualivita, Mauro Rosati – la ricerca ci ha mostrato oggi una nuova visione della qualità e come le filiere made in Italy dovranno evolversi per rimanere leader sui mercati”.

I numerosi contributi di Italia Next DOP si configurano come primo passo di una strategia di lungo periodo che aiuti ad affrontare le nuove sfide globali: dai cambiamenti climatici, al nutriscore, dalle etichette di health warning, alle fake news, fino alla crisi energetica e alla concorrenza sleale sui mercati.

Un percorso che sarà supportato da Qualivita 2030, la nuova iniziativa delle Fondazione lanciata, sulla scia della strategia Farm to Fork e dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile per promuovere la conoscenza scientifica sulle Indicazioni Geografiche. Un progetto che prevede la creazione di un moderno sistema di informazione scientifica da realizzare attraverso una rivista internazionale d­i divulgazione, nuovi strumenti di comunicazione digitali, un simposio biennale e dei workshop tematici per la formazione.

Il contributo del CREA

Dopo l’intervento del Direttore Generale Stefano Vaccari, tra i keynote speakers della sessione di apertura del “1° Simposio Scientifico filiere DOP IGP”, i ricercatori del CREA hanno illustrato le più significative attività, che l’ente di ricerca dedicato all’agroalimentare sta sviluppando per supportare il made in Italy, lungo l’intera filiera.

Dalla valorizzazione e tutela dei prodotti di qualità, vegetali, animali ed ittici (composizione chimica, valore nutritivo e salutistico di numerosi alimenti DOP, IGP e STG), a quella delle risorse genetiche locali DOP e IGP (Peperone di Pontecorvo DOP, Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP), fino alla caratterizzazione dei prodotti e soluzioni a basso impatto ambientale (Pagnotta del Dattaino DOP, la Patata del Fucino IGP).

Sono stati anche presentati il miglioramento genetico delle filiere olivo, frutta e agrumi (Olio di Calabria IGP e Oli Extra Vergine di Oliva D.O.P. Monti Iblei e IGP Sicilia; riconoscimento delle IGP Siciliane degli agrumi, tra cui le IGP “Arancia Rossa di Sicilia”, il “Limone dell’Etna”, il “Limone di Siracusa”, Melannurca Campana IGP) e l’innovazione e il miglioramento per le filiere vitivinicole (recupero e valorizzazione del germoplasma antico del vitigno Barbera per l’adattamento al cambiamento climatico; qualità, resilienza e sostenibilità per il Vino Nobile di Montepulciano; la selezione di nuove varietà resistenti, miglioramento genetico della vite per un’agricoltura biologica) e la definizione dei territori vitati d’Italia. Presente, inoltre, l’attività di ricerca rivolta a due altre filiere tipiche del Made in Italy: i formaggi DOP IGP (scuola del Casaro) ed il progetto Newtech per la lotta alla contraffazione nelle produzioni DOP (Grana Padano DOP) e la pera IGP del Mantovano (economia circolare e sostenibilità nel progetto ESPERA).

 

La ricerca scientifica a sostegno dell’agroalimentare italiano
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